Alternanza Scuola Lavoro di Aurora Vancini


Parole di una liceale qualunque sull’alternanza scuola-lavoro

Prima di tutto tengo a sottolineare che l’alternanza scuola-lavoro al liceo non è un apprendistato. Non bisogna aspettarsi un ambiente professionalizzante fatto di figure professioniste perché il suo scopo non è far apprendere al liceale una professione specifica. Ciò non toglie che bisogna comunque battersi per un’alternanza di qualità, far sì che venga introdotta una cultura d’impresa, un protocollo comune atto a valorizzare anche la posizione dei liceali che aziende e associazioni sono disposte ad accogliere.

 

L'etimologia della parola lavoro è da ricondursi al latino labor = fatica. Se andiamo ancora più indietro nella ricerca delle origini del termine lavoro, arriviamo alla radice sanscrita labh- che, in senso letterale, significa afferrare, mentre, in senso figurato, vuol dire orientare la volontà, il desiderio. Da ciò, possiamo concludere che il lavoro è un'attività faticosa ma appagante, volta ad ottenere i risultati che il lavoratore si prefigge di raggiungere.

 

In senso pratico, una qualsiasi performance lavorativa può essere considerata come il prodotto di competenza e motivazione (nda vedi gli studi di V. Maier del 1955). Un’alternanza scuola-lavoro di qualità deve promuovere l’importanza di una motivazione intrinseca nello studente, dettata cioè da una spinta interiore. È necessario che la scuola formi dei lavoratori che fanno quello che fanno solo per il gusto di farlo, solo così lo studente potrà avere stima di ciò che fa e di chi gli sta intorno. Tutto sommato l’alternanza scuola-lavoro non deve formare lavoratori ma persone. La competenza deve essere vista come la somma di “sapere”, “saper fare”, “saper essere”. Una buona parte di queste competenze vengono acquisite già nei percorsi di educazione formale, nonostante ciò un’alternanza di qualità deve insegnare che, in un mondo così complesso, è bene trovare i problemi prima delle soluzioni e, soprattutto, innamorarsi dei problemi che si trovano. Come può una scuola pretendere un ottimo rendimento da uno studente in alternanza se questo non si è innamorato del percorso che ha fatto? Non è solo lo studente a doversi impegnare ma scuola e ente ospitante devono fare la loro parte.

 

Se è vero che scuola e lavoro devono aprirci al dialogo e non al giudizio superficiale allora sono l’impegno e l’apprendimento che ci portano ad essere ciò che scegliamo di diventare. Una repubblica democratica fondata sul lavoro non può che fornire un’alternanza di qualità ai suoi ragazzi.

 

Aurora Vancini 5D